Street boulder contest TORINO 15 Ottobre 2011

Report inviato da "Diedro"
 

Con l’inizio dei primi freddi si chiude a Torino il tour dello street boulder contest 2011.
Dopo aver toccato l’Italia da nord a sud giunge a termine la stagione di quest’anno con una tappa che, nonostante sia stata rimandata causa pioggia, è riuscita a far vivere alla città della Mole Antonelliana un pomeriggio e una serata all’insegna di spettacolari e insolite arrampicate metropolitane.
Alle 10.00 ci si trova per allestire e organizzare al meglio l’evento che effettivamente prende vita alle 17.00 con l’arrivo dei primi concorrenti fino ad arrivare a 140 iscritti ufficiali a cui come al solito e con piacere si uniscono amici e aspiranti scalatori.
Questo genere di evento suscita sempre una grande empatia nei passanti ignari del contest, i quali si ritrovano involontariamente a seguire con il fiato sospeso le evoluzioni dei partecipanti.
Questa giornata all’insegna della scoperta dei blocchi dislocati intorno alle officine corsare ed al vecchio gasdotto ha riunito tutti in un momento di relax prima della gara davanti a un bel piatto di pasta durante il tutto allietato dal sottofondo musicale dei dj’s JahLossI .
Infine il momento che tanto si attende: la gara finale ore 22 …
Altra novità di quest’anno , piacevolmente “sentita”, la musica rigorosamente dal vivo dei BottleNose Rocket che ha accompagnato i ns finalisti fino all’ultimo movimento sottolineando con le note la proclamazione dei vincitori:
categoria maschile: Ede, al secolo Federico Peronato, anni 23
categoria femminile : Giulia Gollo anni 14
categoria under 14: Asja Gollo anni 12

 

Portfolio: Street Boulder Contest TORINO 2011
 

Il sito ufficiale: Street Boulder.com


 

Street boulder contest Castello del Matese 2011

Report inviato da "Diedro"
 

 

Portfolio: Street Boulder Contest Castello del Matese 2011

 

 

Castello del Matese, paese medioevale di incantevole fascino ed estrema accoglienza ha ospitato la Prima edizione di Street Boulder. Arriviamo da Torino dopo undici ore di viaggio in furgone, la piazza divisa in due livelli è calda e poco popolata ma porta già i segni delle tracciature dove si svolgeranno da lì a poche ore nuove spettacolari imprese. I ragazzi danno l’ultimo controllo alle vie, mentre allo stand si iniziano a raggruppare ragazzi, ragazze, uomini , donne e bambini. Il paese ospita anche una gara di fotografia e all’improvviso decine di flash scattano mentre tutti i partecipanti iniziano a stendere i crash-pad e ad assaporare a forza di sbracciate tutti e 43 i blocchi segnati. L’atmosfera è calda, la curiosità dei passanti e dei cittadini rendono il paese affollato e in festa. Tra emozioni adrenaliniche ed urla di fatica si accompagnano sorrisi e sguardi increduli sulle facce degli spettatori davanti ad una nuova e spettacolare disciplina. Alle 21.30 quando il sole è basso e l’aria è più fresca è stata programmata la finale, ma come è noto, giù al sud, tutto ha un suo tempo, e dopo un pasto “leggero”, “qualche” bicchiere di vino, un primo concertino e la conferenza del sindaco, si fanno le 23. La piazza in eccitazione si presenta sotto l’arco principale del paese dove sta per dare inizio la finale. Tra le urla e gli incitamenti del pubblico i partecipanti infilano le scarpette e pronti all’ultima arrampicata, regalano gli ultimi momenti di festa, tra colonne, tubi e cestini. Ci portiamo nuovamente in piazza per la premiazione, e dopo la foto ricordo brindiamo alla meravigliosa giornata che questo evento ha portato, tra nuove amicizie e diverse risate nel vedere qualcuno avvolto all’interno di un crash-pad e altri provare nuovi giochi con le mani e con le palline.

Alla partenza del mattino seguente momenti magici vengono accompagnati dallo sconforto per aver passato solo poche ore in un posto cosi caloroso; e cosi con gli zaini in spalla tra i saluti degli abitanti ci facciamo comodi nel furgone e iniziamo a macinare chilometri facendo spazio a nuovi ricordi e nuovi momenti da vivere.

 

 

Street boulder contest Ollomont 2011

Report inviato da "Diedro"

 

 

 

Un tappa dello S.B. all’insegna dell’intimità quella svoltasi il 16 luglio a Ollomont in Val Pelline (AO) . Causa forse le minacciose previsioni metereologiche l’affluenza all’evento è stata decisamente ridotta, questo però non ha impedito al volenteroso staff dell’associazione Street Boulder Italia di organizzare la tappa al meglio delle sue possibilità.
Il sito in cui si è svolto la gran parte dell’evento è stato quello del Municipio cittadino ed il suo perimetro, una location particolarmente accattivante per via della sua muratura che, interamente in losa, offriva spunti per linee particolarmente divertenti.
Oltre al classicissimo giro sotto la panchina, è da ricordare in particolare un traverso davvero stimolante che seguiva l’intero
stipite della porta di ingresso per poi immettersi in una serie di travi con un’uscita davvero “pumpy” e fisica. Proprio mentre molti di noi si stavano cimentando su questa linea si è unita a noi una banda di ragazzini di una colonia estiva che hanno animato il tifo per i nostri partecipanti.
La finale si è invece svolta in un edificio abbandonato poco distante dal Municipio del paese, la finale maschile e quella femminile sono state tracciate da Diedro su due linee gemelle separate da una suggestiva meridiana.
Fra gli uomini ha trionfato nuovamente Ede alias Federico Peronato sempre motivato nelle sue prestazioni, mentre nella categoria femminile è stata Cristina Pasquino ad aggiudicarsi il gradino più alto del podio e un bellissimo trave della Smog
come premio e futuro stimolo per la tonicità dell’avambraccio.
Lo Street Boulder di Ollomont non è stato solo divertimento ma anche ospite di una pietra miliare della cultura verticale, abbiamo avuto infatti l’onore di avere tra noi una delle ultime leggende viventi della montagna nonchè uno dei Padri Fondatori di questo sport: Jim Bridwell. Il signor Bridwell infatti, ormai lontano dai clamori delle sue imprese giovanili come la prima one-day ascent de El Capitan nello Yosemity, mentre presenziava a una locale conferenza , si è unito anch’egli alla manifestazione intrattenendosi con i partecipanti e autografando il crash-pad del vincitore.

Il sito ufficiale: Street Boulder.com

 

 

Street boulder contest Omegna 2011

Report inviato da "Diedro"
 

 Portfolio "SBC Omegna"
 

“Street boulder?? E cos’è??”.

Questa era risposta-domanda che mi veniva data fino a una settimana fa da conoscenti e amici scalatori.

E io: “Venite ragazzi che è una figata, vi divertite di sicuro!”

Oggi, 4 giorni dopo l’OSB11, mi arrivano messaggi di amici (e neanche tanto appassionati di scalata come me) che si sono comprati apposta il crash pad e mi propongono sessions extra di scalata urbana dopo il lavoro al forum di Omegna (un po’ parco un po’ struttura per congressi e mostre).

Sabato ho visto gente da 7B in falesia non riuscire a alzarsi da un blocco facile, ragazzini che scalano due volte all’anno salire in scioltezza le colonne del municipio e papà con i bambini che provavano la slack line mentre, poco distante, si svuotavano fusti e fusti di birra sulle note del punk lacustre dei gruppi che si sono esibiti (gratuitamente)  soprattutto ho visto tante facce sorridenti, cosa che nella sonnolenta Omegna non capita spesso.

Un sacco di persone che incontro ci fanno i complimenti per la manifestazione, il comune di Omegna soddisfattissimo e i ragazzi che hanno suonato alla festa post-street contentissimi di esser stati presenti.

E non dimentichiamo che abbiamo aiutato l’Associazione Donatori Midollo Osseo!

Direi che in queste poche righe si può capire cos’è stato per gli omegnesi e gli abitanti del Vco  il primo OSB.

Novità, divertimento, musica, coinvolgimento, sensibilizzazione e beneficenza: questo è stato lo street boulder omegnese.

E dulcis in fundo…

1° maschile Stefano ghisolfi

1° femminile Federica Mingolla

1° U14 Asja Gollo

 


 

 

Street boulder contest Genova 2010

Report inviato da "Diedro"

 

 

 

Sarà pure nato a milano, ma sbc parla genovese… e pure stretto… son sicuro, l’ho sentito io!

I compari milanesi non si offenderanno ma genova è un campo di gioco inarrivabile, è una questione di dna. La verticalità è una caratteristica di questa città; quando chiedi un’indicazione le risposte possibili sono le classiche più avanti e gira a destra, ma anche più sotto, sta di sopra… non si può competere.

Come annunciato è stato un sbc senza problemi di pioggia; noi sfidiamo le intemperie e confidiamo in chi ne governa i rubinetti, sospettando che abbia scarpette e magnesite.

Dicevo… i diluvi delle ultime due settimane ci hanno accompagnato anche nel viaggio di avvicinamento, ma appena scorto il mare, le nubi hanno cominciato a diradare. Il solito delirio per il parcheggio e finalmente il campo di gioco. Perfetto! Un piccolo altipiano di cemento in un dedalo di caruggi. Lo spiazzo dei giardini Luzzati offre il giusto respiro per accogliere gli oltre 250 iscritti che a fine serata risulteranno 285.

Il solito rituale del numero di gara, mappa e maglietta e poi il via. Tutto tace. torna la quiete. Più di  300 persone tra iscritti e accompagnatori e nulla sembra esserci stato. Genova è in grado di fagocitare eserciti di climber senza dar segni di affanno.

Appena cala la sera cominciamo a curiosare nei vicoli e finalmente non si cammina! Un tappeto di crash e gente attorno, blocchi ingolfati nonostante l’abbondante offerta.

La bellezza di questa città è che si potrebbe tracciare per anni nella stessa zona; ogni vicolo, ogni casa, ogni angolo si presta ad essere scalato, è vario, mai ripetitivo. Abbiamo tracciato più di cento blocchi ad una distanza massima di 200 metri!

L’aria che si respira è  sana, contentezza, soddisfazione, piacere di esserci e di provare bei blocchi, lanci, davanzali, tubi, cornicioni, stendipanni… Camminando tra crash e scarpette i commenti più in voga sono sulla bellezza dei blocchi, continui consigli di provare quello spigolo, come riuscire a lanciare a quel muretto, come staccarsi da terra con in mano una grata…

Cambiamo zona e passiamo davanti al teatro della tosse.. “ssstttt! Lo spettacolo sta per cominciare!”. Veniamo sgridati da una simpatica signora. Il nostro, di spettacolo, è cominciato già da un po’… il mondo è bello perché è avariato.

Davanti al teatro una trentina di climber attaccano i blocchi di fronte alla chiesa e più in là un altro gruppo si dedica al fianco del teatro. La vendetta andrà servita fredda, ma anche calda non è male…

Forza ragazzi, al lavoro. Ci portiamo ai blocchi di finale per ripassare le partenze e pulire qualche passaggio. Tutto è pronto. Alle 23 e 30 diamo il via. Quest’anno le finali sono tre, uomini, donne e juniores, sulla parete sud della chiesa di S. Donato. Tutti i blocchi di finale hanno i primi movimenti in laterale e poi via a salire.

Saranno forse i 100 blocchi di riscaldamento, sarà l’ora, ma l’unico ad essere chiuso è il blocco femminile. Quello degli uomini non viene digerito e l’impressione è che richieda di essere lavorato da freschi.

Il blocco tracciato da Dani ha fatto selezione in basso, la partenza sit e il valico dell’arco successivo, sono risultati un filtro severo. Il secondo ostacolo, sulla via del top, è risultato invalicabile: un monodito a 3 metri per uscire poi su una tacca buona, ahimè, rimasta vergine…

Decidiamo di chiudere le danze perché se fosse per loro, la sfida proseguirebbe. Torniamo al campo base e premiamo i vincitori: (f)EDErico, Alice e Giulietta (juniores).

Estrazione finale dei premi offerti dagli sponsor e poi giù il sipario su Sbc genova 2010, l’essenza dell’urban.

Grazie a freemindgenova per averci ospitato, a Manu di Boni Sport e a tutti coloro che ci hanno dato una mano.

Ringraziamo i nostri sponsor: Lasportiva, Blurr, Versante Sud e B-shop per il sostegno e i premi offerti.

Un grazie anche a Boni Sport, Petzl, Ferrino, Cassin e Camp per i premi offerti.

 

 


 

 

Street boulder contest torino 2009

Report a cura di "Diedro"

 

 

Domenica 27 settembre ha sancito per Torino la nascita di un nuovo movimento urban comprendente molte discipline street: da quelle facenti parte ormai da qualche decade alla cultura hip hop (writing, breaking, mcing, djing), a quelle ormai consolidate come lo skateboarding e la BMX, passando per le più recenti ed estreme che vanno sotto il nome di parkour e street boulder.

Ben 8 discipline della cultura urbana rappresentate da quello che è stato chiamato Outside Movement, fortemente voluto in primis dall’associazione street boulder contest, vero e proprio collante tra le discipline.

Il tutto si è svolto nella piena legalità e nel rispetto per le strutture cittadine, in Corso Racconigi 51, in una cornice intrigante vuoi per la percepita necessità di rivalutazione dell’area, vuoi per il significato simbolico che può acquistare lo scalare le pareti degli uffici tributari della propria città.

La Sportiva era naturalmente presente in qualità di partner ufficiale dello street boulder contest ed assieme al marchio urban climbing blurr, ha contribuito fin dal primo pomeriggio a colorare lo scenario cittadino, in attesa della vera e propria macchia di colore gialla dei climbers pronta a far brillare la notte torinese.

80 e più blocchi tracciati, 200 gli iscritti, 3 ore a disposizione per prepararsi al meglio in vista della finale, 60 minuti per cancellare le tracce lasciate sulle mura dagli arrampicatori, poche le ore di sonno a disposizione per affrontare un nuovo lunedì mattina, impossibile da misurare la quantità di passione versata nelle strade nei pressi del Lingottino.

E non è stato che l’inizio. Outside Movement, così come lo street boulder contest, tornerà nel 2010 con ancora nuove sorprese, d’altra parte lo spirito d’iniziativa, la creatività e la voglia di vivere la città in modo attivo, sono i tratti che contraddistinguono la tribù metropolitana e che non le permettono di riposarsi mai, ma di essere sempre in fermento, sempre proiettata verso la prossima sfida, verso il prossimo palazzo da scalare, il prossimo muro da dipingere, la prossima strada da rivitalizzare. E’ il bello della street colture, ciò che riesce ad accomunarla per certi versi al mondo outdoor e al suo spirito di avventura e scoperta continua. E’ il bello dell’Outside Movement.



CLASSIFICA


1° Ghisolfi,
1° Laura “la nonna”
1° juniores asja, 10 del cus


 


 

 

SBC SESSION 2 2008

 

Questa volta niente centro storico, niente negozi aperti e poliziotti bonari, niente buffet; a Torino, lo Street Boulder è tornato a nascondersi fra i palazzi abbandonati, dopo i fasti di Genova. E purtroppo, dopo avere avuto fortuna per più di una volta nonostante le previsioni meteo avverse, questa volta il tempo non è stato clemente, e la pioggia – più o meno insistente – ci ha accompagnato dall’inizio alla fine del contest.

I cinquanta blocchi tracciati da Diedro, però, erano quasi tutti riparati da tetti e cornicioni, e i muri sono rimasti asciutti; sicuramente più asciutti dei crash pad.

La zona scelta da Diedro era una strada chiusa vicino alla ferrovia, a pochi minuti di distanza da porta nuova, dove si trovano solo vecchi stabilimenti quasi abbandonati. Il quasi è d’obbligo perché in realtà gli edifici sono video sorvegliati e infatti, a un ora dall’inizio del contest, l’omino della sorveglianza si è presentato puntuale a indagare sul misterioso assembramento. Dopo avergli assicurato che non avevamo nessuna intenzione di entrare nei palazzi (questa la sua preoccupazione principale), il baffuto e comprensivo sorvegliante se n’è andato con la mappa dei blocchi sul cruscotto e la promessa di non segnalare nulla fino alla mezzanotte.

I ringraziamenti sono d’obbligo, perché sarebbe stato davvero triste dover disperdere i circa 120 arrampicatori urbani che avevano deciso di sfidare le intemperie – la temperatura oscillava intorno ai 15°, e ricordo che eravamo a metà giugno – per partecipare al contest torinese. Come a Genova, anche a Torino si sono presentati alcuni giovanissimi, che però in questo caso erano atleti veri e propri, accompagnati dai genitori e molto molto seri, talmente seri da rimanere un po’ confusi davanti alla mancanza di regole del contest, e di una selezione per accedere alla finale.

Finale che è stata la vera chicca dell’edizione torinese; un traverso che partiva dalle maniglie di un portone di vetro per spostarsi, dopo un accoppio alquanto delicato, sulle micro liste di un muro di mattoni. Ci hanno provato in tanti, da Stefano Ghisolfi a Elio (sì, cacchio, proprio lui), da quello che non si teneva per niente a quello che si teneva di più, mentre il pubblico – incalzato dalla pioggia - si stringeva sempre più vicino agli scalatori, riparati dalla tettoia. Ci spiace non poter annunciare niente di nuovo, ma la finale (e il crash pad annesso) è stata vinta ancora una volta dal torinese Daniele Morei, già vincitore nell’ultima tappa di Genova. Per battere l’attuale campione bisognerà però aspettare la fine di settembre, quando a Milano il contest offrirà alcune gustose sorprese… quasi quanto il kebab consegnato direttamente agli arrampicatori durate lo Sbc di Torino.

I nostri ringraziamenti vanno a La Sportiva, che continua ad offrirci il suo supporto e che ha fornito le magliette per il contest; a Blurr, nuovo partner dal lontano Canada, e al Bshop di Torino.

Per i premi dell’edizione torinese ringraziamo Cassin (che ha fornito il primo premio) Bshop, Rasta Climb, Smog. E un grazie speciale a Horas, il nostro fornitore ufficiale di kebab.


 

 


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