Questo altipiano verdeggiante sembra non finire mai…all’orizzonte solo infinite pareti rocciose dividono la terra dal cielo. Siamo nella parte settentrionale della Catalunya, a mezz’ora circa da Lleida e ci coglie ora la solita impazienza, tipica di quando ci si avvicina alla scoperta di una nuova falesia. Qualche curva e siamo al villaggio minuscolo di Santa Linya dal quale scendiamo su una sterrata fino al parcheggio. Ecco ora quattro passi di numero e pure in piano e siamo alla meta…la grande cueva di Dani Andrada dove, dice la rivista Escalar, si trovano alcune delle “lineas mas duras del mundo”…
Qui ci è subito chiaro, come già immaginavamo, che il livello richiesto per godere appieno dell’enorme lavoro fatto dai chiodatori è quantomeno alto. Le vie per scaldarsi non mancano e sono tutte belle, però si parla minimo di 7b /7b+…e sono la prima catena di vioni che arrivano spesso anche al 9a/9a+con inclinazione costante di 40/45 gradi…insomma veramente il top per gli amanti del genere! 
La roccia è a canne soltanto per i primi quindici metri poi tacche, buchi, lame, pinzate, svasi... Dunque una scalata piuttosto varia a seconda delle linee e con lunghezze dai venti ai quaranta metri,dalle vie esplosive e bulderose, alle grandi cavalcate di continuità comunque sempre su appigli naturali. Ovviamente visto il livello dei tiri,sovente è facile riconoscere nel grande prato sotto la falesia qualche top climber intento a decifrare le linee,noi abbiamo visto passare Verhoeven con la compagna Katharina Saurwein, la Caroline Ciavaldini, Charlotte Durif con tanto di papà all’organizzazione... pochi comunque che facevano gli sboroni sui tiri perché i gradi qui non sono per niente regalati come si pensa spesso(a torto secondo noi) della Spagna.
Insomma se come noi cercate comodità di accesso,full immersion nella natura e nel silenzio con sole a palla in pieno inverno,strapiombi a non finire e siete disposti anche a prendere un po’ il bastone…allora Benvinguts a Santa Linya! N.b. - i locals si sono raccomandati di fare presente il fatto che si tratta di un sito archeologico chiuso alla scalata da giugno a settembre e che non si può venire fin sotto la falesia con l’auto ma la si deve lasciare al parcheggio 200m prima (pensate.. ben tre minuti a piedi in piano!). Per campeggiare con i camper o furgoni ci si può tranquillamente fermare al campo di calcio un km prima del paese sotto ad alcuni settori di roccia rossa con vie di gradi più umani! La topo aggiornata la trovate su: http://miscroquis.blogspot.com/ 
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