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Quando nel 1996 chiodai l’allungamento della via “Allertalos” e poco dopo la via “Pablo”, si era in piena epoca delle falesie “scavate” e “bricolate”. Agli onori della cronaca internazionale vi erano quindi posti come Orgon, Deversè, Cuenca con le loro vie più famose interamente create dal trapano e dalla resina come avveniva anche in Italia dove andavano per la maggiore falesie come Massone, Pian Schiaveneis, Grotti, Erto, ecc. Da noi nel Nord-Ovest non si era da meno con i vari Tetto di Sarre, Cubo, Tornetti, Envie, Tenda, i nuovi tiri di Andonno e appunto Gravere. Insomma si creava senza problemi la via a misura del livello che interessava e la qualità dipendeva ovviamente dall’esperienza e capacità del chiodatore, quindi sono rimasti dell’epoca alcuni gioielli e alcune porcherie… Così feci io ben tredici anni fa con i due succitati tiri senza stare troppo ad osservare la roccia… cosa che ora con migliaia di tiri in più nelle braccia ma soprattutto negli occhi e le centinaia di falesie visitate è una pratica che invece mi viene naturale. Ed è così che scrutando con più attenzione la roccia di Gravere io e mia moglie abbiamo notato che si poteva uscire dal famoso strapiombo con le prese fatte da madre natura senza toccare proprio nulla col trapano o col martello ma soltanto spazzolando un po’ la roccia. Avessi fatto lo stesso anni prima… la tentazione di tappare i vecchi scavi è forte ma non sarebbe giusto perché la storia non si cambia, nel bene e nel male resta a testimoniare cosa fu. E poi bisogna rispettare i salitori o chi sta provando le vie e non le ha ancora concatenate o chi in futuro vorrà salirle come in passato abbiamo fatto noi. Con questi pensieri è nata “The natural escape” appunto, che rappresenta il mio modo di vivere la scalata oggi senza tuttavia rinnegare il passato sputando in un piatto nel quale tutti noi abbiamo abbondantemente “mangiato”… La via è lì, certo stretta tra le altre, ma sono loro le intruse, lei era già lì da un’infinità di anni e chi vorrà salirla dovrà adattarsi a cercare le prese giuste e al dolore magari di quei quarzetti in uscita perché la roccia è fatta così e a volte fa male…A chi invece non piacerà restano le altre vie oppure le altre falesie, oppure… Buona scalata comunque a tutti!!
A. Bianchi



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- 14 - Via dell'edera 7b
15 - Il 7B 7b 16 - La trave nell'occhio 7a / 7c+ 17 - Ascendente orso 7a 18 - Il signor Bendonde 6c 19 - Mille foglie 6a+ 20 - Bao bab 7b 21 - Il ruggito del coniglio 6c+
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Accesso: Autostrada A32 Torino-Bardonecchia uscita Susa. Proseguire per la S.S. 24direzione Oulx – Monginevro fino a Gravere. Dalla piazzetta del paese svoltare a sx e proseguire salendo per circa 1km verso la frazione Bastia finchè in un tornante poco prima di quest’ultima parte una stradina sterrata con cartello di divieto di transito. Parcheggiare in prossimità del tornante e proseguire a piedi per la sterrata per circa2 minuti. La falesia si trova nel bosco alla vostra destra. Accès:
Autoroute A 32 Turin - Bardonecchia sortie Susa. Continuer sur la S.S. 24 en direction d'Oulx - Montgenèvre jusqu'à Gravere. Depuis lau petite place du pays tourner à gauche et continuer en montant sur environ 1km vers la fraction Bastia jusqu'à ce que dans un lacet il part une piste forestière avec un panneau de défense de passage. Se garer à proximité du lacet et prendre la piste forestière pendant 2’ à pied. La falaise se trouve dans le bois à votre droite. Visualizzazione ingrandita della mappa Periodo ideale: La falesia resta in ombra tutto il giorno, quindi vista la quota di circa 900 mt., il periodo va da aprile ad ottobre. Période:
La falaise reste à l' ombre toute la journée, et elle se trouve à environ 900 m d'altitude. La bonne période est d'avril à l'octobre. |